Lunedì 30 luglio, Philadelphia

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La notte passa tranquilla e, nonostante ci svegliamo verso le cinque, riusciamo a riposare a sufficienza.

La giornata è dedicata alla visita di Philly e, usciti dall’albergo alle sette, iniziamo dal Reading Terminal Market, un mercato coperto pieno di ogni bendiddio dove ci dirigiamo per fare colazione. Andiamo da The Grill At Smucker’s, dove una famiglia amish cucina sotto il tuo naso in tempo reale quello che gli chiedi.

Ci dirigiamo quindi verso il parco dell’indipendenza. È incredibile come gli americani, da un semplice evento come la propria sacrosanta lotta di affrancamento dagli inglesi, siano riusciti a costruire una vera e propria mitologia, dove personaggi come Washington, Jefferson e Franklin vengono celebrati come divinità e dove con alcuni reperti nemmeno tanto antichi siano riusciti a edificare una serie di musei dove l’afflusso di visiatori è continuo. Comunque la visita è piacevole ed è interessante saggiare la robustezza di questa ideologia americana.

Dpo un passaggio per il visitor center, andiamo a visitare il Liberty Bell Center, costruito per ospitare un unico cimelio: l’anonima campana della libertà (Liberty Bell), che suonò per accompagnare la pubblica lettura della dichiarazione d’indipendenza. Andiamo poi alla Independence Hall, dove un ranger del National Park Service ci illustra con grande enfasi e retorica le fondamenta del credo americano, visto che la semplice narrazione dei fatti qui avvenuti renderebbe la visita a dir poco fulminea. Andiamo quindi a passeggiare per le stradine che collegano i vari siti e raggiungiamo Independence Square e Carpenter’s Hall, sede della prima corporazione americana. Ci piacerebbe visitare il museo dedicato alle invenzioni di Benjamin Franklin (sapevo solo del parafulmine…), ma purtroppo è chiuso per restauro, visitiamo quindi il Franklin Post Office e così scopriamo che il nostro Ben è stato anche il primo direttore delle poste statunitensi, un vero factotum! Per restare sempre alle vecchie glorie ci dirigiamo verso la casa di Betsy Ross, la sarta che, si dice, avrebbe cucito la prima bandiera a stelle e strisce. In questo angolino di Philadelphia viene così celebrato anche l’ingegno e la virtu femminile americana.

Alcune zone della Old City sono davvero belle, come ad esempio Elfreth’s Alley, una viuzza stretta stretta con casette in stile georgiano restauratissime e linde. Penn’s Landing, il vecchio porto fluviale, invece non ha alcun motivo per essere visitato, visto che non c’è proprio niente da vedere, a parte forse una bella veduta sul fiume Delaware e sul Benjamin Franklin Bridge.

Vorremmo andare a passeggiare lungo la Benjamin Franklin Parkway, la zona dei musei dove, all’ingresso del Philadelphia Museum of Art, sorge la grandiosa scalinata che compare in una celebre scena del primo Rocky con Silvester Stallone, ma fa caldo e poi le gambe non ci tengono più, quindi andiamo in albergo a riposare.

Usciamo per cena. Siamo stanchi di mangiare schifezze fritte super condite, quindi andiamo in una bakery dove vendono anche insalate, frutta e yogurt e mangiamo qualcosa di più sano. Dopo aver mangiato andiamo a passeggiare in Rittenhouse Square e così, all’imbrunire, ammiriamo Philadelphia by night, con i grattacieli che si illuminano e dingono il cielo con migliaia di puntini colorati.

2 thoughts on “Lunedì 30 luglio, Philadelphia

  1. Sto incominciando a leggere il vostro coast to coast e devo dire che con le vostre descrizioni così dettagliate mi sembra di intraprendere anch’io questo viaggio. Questo è uno dei miei sogni nel cassetto 😦

Mi fa piacere che chi legge lasci un commento. Su dai, non è il caso di essere timidi!

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