Giovedì 2 agosto, Pittsburgh – Millersburg

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Ulteriore passo verso ovest. Oggi usciamo dalla Pennsilvania e arriviamo in Ohio, con un breve passaggio per il West Virginia (si, proprio quella di “Country roads” di John Denver!). Cominciamo così ad assaporare l’atmosfera della vera provincia americana, quella delle grandi coltivazioni di granoturco, delle feste agresti e dei barbecue all’aperto, della gente simpatica che attacca bottone facilmente e vuole sapere chi sei, da dove vieni e cosa ci fa un italiano in questo posto sperduto… Oggi infatti tre persone diverse mi hanno chiesto da dove venivamo, quanto ci fermavamo e dove saremmo andati poi.

La prima è stata una signora che ci ha servito la colazione da McDonald’s. Probabilmente aveva fatto una scommessa con una collega, perché mentre stavamo mangiando è venuta a chiederci se eravamo tedeschi (!) e quando le ho detto che siamo italiani lo ha subito comunicato alla collega nel retrobottega. Poi ha voluto sapere cosa ci facevamo nel loro paese e se ci fermavamo…

In questo locale del West Virginia abbiamo subito respirato un’atmosfera familiare: inservienti cortesi e tranquille, sempre sorridenti e in vena di far quattro chiacchiere, vecchietti seduti al tavolo che conversano amabilmente… Ci siamo sentiti a casa nostra anche se nel piatto avevamo i pancake inzuppati con lo sciroppo d’acero.

Abbiamo percorso un altro bel tratto della Lincoln Highway, un po’ lungo la US30 e poi sulla US22, e siamo entrati in Ohio. Qui abbiamo avuto il piacere di percorrere un bellissimo tratto di strada lungo il Tappan Lake, nei pressi di Deersville, lungo la Hwy 250. Il lago, ricoperto di ninfee, è veramente molto esteso e dev’essere un vero paradiso per i residenti e per coloro che trascorrono qui le vacanze.

Mano a mano che ci addentriamo in Ohio, ne apprezziamo sempre di più la natura: distese di campi di grano, graziosi paesini, foreste e laghi, ma quando giungiamo nell’amish country quest’atmosfera bucolica si espande ancor di più. La natura regna assolutamente sovrana, ma anche l’uomo (amish) sembra adeguarsi al suo ritmo: i calessi trainati dai cavalli, gli abiti tradizionali, il rifiuto della tecnologia (non tutta e non sempre, però), ci riportano indietro di un paio di secoli.

Andiamo a Kidron, dove, il giovedì, si tiene il Kidron Auction, un mercato dove la gente amish si reca per acquistare vendere attrezzi, prodotti alimentari, animali. Il realtà il mercato si è abbastanza contaminato e ormai ci si trova di tutto (c’è persino chi vende fucili!), ma il pezzo forte è l’asta del bestiame. Nell’aria si ode una specie di cantilena, sembra quasi che ci sia un predicatore che ripete instancabile una preghiera. Seguendo questa nenia entriamo in un grande capannone dove ci troviamo davanti ad una scena veramente insolita: un centinaio di amish, tutti in abito tradizionale, gli uomini con barba e cappello, le donne con la cuffietta, assistono mentre un banditore fa entrare in un recinto, una dopo l’altra, mucche e vitelli. La nenia che udivamo era la voce del banditore che gestisce l’asta, mentre il pubblico, rigorosamente in silenzio, si limita ad alzare una mano per comunicare il rilancio di un’offerta. Gli animali entrano da una porta e rimangono nel recinto il tempo necessario per essere venduti (meno di un minuto, la vendita è velocissima), dopo di che escono da un’altra porta. In sala ci sono molti bambini che ci guardano incuriositi e guardano soprattutto la nostra attrezzatura foto/video.

Dopo questa singolarissima esperienza andiamo a visitare alcuni negozi, amish e non, tra cui il magazzino Lehman’s, pieno di ogni genere di articoli, alcuni veramente misteriosi, e il Flea Market di Berlin, più commerciale ma enorme. Visitiamo anche l’azienda agricola Yoder’s, così abbiamo modo di fare quattro chiacchiere con questi originali personaggi che si vestono e vivono come nell’ottocento. Però anche loro sembrano abbastanza curiosi e ci chiedono da dove veniamo, quanto ci fermiamo e dove andremo nei prossimi giorni.

Per concludere, ceniamo in un locale amish, dove veniamo accolti con grande gentilezza e cortesia e dove mangiamo veramente bene, spendendo molto poco (35 dollari in tre!).

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