Martedi 7 agosto, Winterset – Grand Island

Campi coltivati a perdita d’occhio … Missouri river … confine di stato con il Nebraska … Omaha.
Ancora distese di mais e soia … Lincoln.
Campi a perdita d’occhio.
Grand Island.

Basterebbe questo a descrivere la tappa di oggi. Omaha e Lincoln, le città principali del Nebraska, le abbiamo aggirate, sperimentandone il traffico per breve tratto, il tempo necessario per bypassarle lungo la I-90. Per il resto, l’itineario non offriva nulla di interessante, solo campi di grano e mais, pascoli, e nient’altro.

Per rendere la giornata meno noiosa abbiamo pensato di visitare alcuni siti che si trovano lungo il percorso. Trovare l’aggettivo giusto per definire questi siti non è semplice: non sono storici, non sono naturalistici e nemmeno archeologici. Potrei usare l’aggettivo “particolari” o ancor meglio “curiosi”. Qualcuno, rinunciando all’accoppiata sostantivo+aggettivo, li definirebbe con una parola sola “americanate”, e a questo punto ci siamo capiti.

La prima americanata si trova ancora in Iowa, ad Avoca, ed è la scultura di un ragno ricavata da vecchio maggiolino Wolkswagen. La scultura si trova nel giardino di una tranquilla casetta di periferia, sul limitare di un campo di grano. Non c’è nessun cartello segnalatore, nessuna indicazione. Sappiamo solo che si trova in Chestnut Street e così chiediamo a una ragazza che sta facendo jogging (con questo caldo…). Arriviamo, fotografiamo, ripartiamo. Non c’è nessuno lì a raccogliere offerte o a sfruttare l’attrazione che, da quanto si può vedere sulla rete (http://www.roadsideamerica.com/tip/16905), attira parecchi curiosi, ma questo è lo spirito americano: un tizio con la passione di lavorare il ferro ha avuto un’idea e l’ha realizzata, punto e basta. Al massimo, se vede che fai delle foto alla sua opera, gli farà piacere scambiare quattro chiacchiere per sapere da dove vieni e dove vai.

Gli americani … sempre con questa cosa di sapere da dove uno viene e dove sta andando. È il retaggio dei pionieri, il dna di un popolo in costante movimento. Mi piacciono!

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La seconda americanata si trovo appena superata Omaha, in Nebraska, ed è facile da trovare, in quanto svetta nel cielo a oltre venti metri di altezza e la vedi bene quando percorri la I-90. Si tratta della Sapp Bros. Coffee Pot Water Tower ed è una di quelle cisterne che si trovano spesso in corrispondenza delle aree di servizio, ma questa ha la forma di una caffettiera gigante! E non è finita qui: alla sua base, in una casa mobile, c’è una chiesa, esatto: una “mobile chapel”!

Ovviamente il posto attira molta gente e questa volta lo scopo del “monumento” è evidentemente commerciale, ma devo dire che da Sapp Bros. si mangia proprio bene, la cucina è casalinga e l’accoglienza è cordiale.

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La terza americanata si trovo poco dopo, lungo la Hwy 6 che corre parallela alla I-90, tra Gretna e Ashland. Si tratta di un faro, proprio così: un faro alto almeno trenta metri che sorge nel bel mezzo delle praterie del Nebraska. A dire il vero c’è anche un laghetto nei pressi, con un campeggio, ma il faro ovviamente non serve per orientare i naviganti, a parte quelli come noi che vagano alla ricerca di curiosità.

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L’ultimo sito particolare della giornata è una stazione di servizio a forma di carro dei pionieri, a ovest di Lincoln, che però non sembra avere particolare fortuna, visto che è completamente abbandonata. Tuttavia ha il suo fascino!

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Arriviamo a Grand Island e ci sistemiamo al Motel 6 appena fuori dalla I-80. In serata andiamo a cenare da Shady Bend, un ristorantino appena fuori dal centro cittadino, lungo la US-30, la storica Lincoln Road che per prima ha collegato i due oceani. Si tratta di un locale storico, con oltre un secolo di vita, pieno di foto storiche e articoli di vecchi giornali che narrano la storia di questo luogo e c’è anche la testa di in bisonte su una parete.

La conduzione è familiare e si mangia un po’ di tutto, fatto come si deve, i proprietari vengono a chiacchierare con te e, ovviamente, bramano sapere da dove vieni e dove vai, quale strada percorrerai e così via. M piacciono gli americani!

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