Mercoledì 8 agosto, da Grand Island a Hot Springs attraverso le Sandhills

Oggi affrontiamo la tappa più lunga del nostro viaggio: oltre 600 chilometri lungo la Highway 2 del Nebraska, che attraversa le sandhills, un territorio ondulato di colline sabbiose ricoperte di erba. Si tratta di un territorio veramente suggestivo, la strada sale e scende, scende e sale su queste colline, lasciandosi indietro distese sconfinate di campi di granturco e poi di pascoli a perdita d’occhio.

È emozionante quando la strada sale, puoi vedere davanti a te l’asfalto proiettato verso l’azzurro del cielo, salvo poi curvare lentamente e precipitare verso la vallata successiva, da ammirare dall’alto della nostra posizione privilegiata man mano che l’auto scende la china.

Non c’è molto altro da dire. La giornata passa così, con qualche breve sosta per prendere un caffè o fare il pieno di benzina.

Vediamo un cartello che indica “Grand View Cemetery” e senza indugiare svoltiamo, prendendo la stradina sabbiosa che sale fin sulla sommità di una collina più alta delle altre, dove sorge un vecchio cimitero che data addirittura 1888. Ci aggiriamo tra le semplici tombe, ornate solo con una semplice lapide di pietra posata sull’erba verde, su ciascuna delle quali sono incise poche parole per ricordare il defunto.

Da qui si gode di una vista fantastica, lo sguardo si perde fino all’orizzonte nel susseguirsi dei profili delle colline sabbiose. Il silenzio regna sovrano, a parte il fischio del vento e lo stormir delle fronde dei pochi alberi circostanti.

Verso ora di pranzo arriviamo ad Alliance, quasi in vista delle Colline Nere che visiteremo domani, e qui ci fermiamo per visitare il sito di Carhenge, una riproduzione di Stonehemge fatta con carcasse di automobili. Si, è senz’altro un’americanata, ma sarebbe mai venuta in mente ad un artista italiano? Non possiamo sempre archiviare tutto con l’etichetta del kitsch, dall’alto del pulpito di chi si sente superiore sempre e comunque per motivi storici e di eredità culturale. Questa supponenza, questa arroganza sono i primi passi verso la decadenza. Quando una nazione smette di creare cose nuove perché ha già inventato tanto nel passato, significa che sta morendo.

Questo non significa che Carhenge sia arte, significa semplicemente che gli americani hanno il coraggio di provare, l’entusiasmo di perseverare e la tolleranza verso gli errori e le idee altrui.

Risaliamo in macchina e partiamo verso nord. Il paesaggio lentamente inizia a cambiare e si intravvede in lontananza il profilo di colline più alte: sono le Colline Nere, le Black Hills, le montagne sacre ai Sioux che tanti scontri epici videro nella storia.

Giungiamo a Hot Springs, che deve il suo nome alle sorgenti calde qui presenti. Ci sarebbe la possibilità di andare a fare il bagno in queste pozze termali, ma abbiamo solo voglia di aria condizionata e di una bibita fresca.

Più tardi andiamo a visitare il Mammoth Site, un bel museo edificato sopra gli scavi che hanno portato alla luce un cimitero di mammut.

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