Giovedì 16 agosto, Arches & Canyonlands National Park

20120818-184213.jpg

Per quest’oggi abbiamo deciso di concentrare le nostre attività nel primo mattino e verso la sera, in modo da contrastare il caldo torrido che c’è in queste zone desertiche e per ammirare le sculture di arenaria rossa nel momento in cui i colori vengono maggiormente valorizzati: alba e tramonto.

Ci svegliamo alle sei e, fatta colazione, partiamo in auto alla volta dell’Arches National Park. Percorriamo tutta la strada interna del parco e ci portiamo nella zona di Devil’s Garden, dove parte il nostro sentiero. Non c’è praticamente anima viva, il parcheggio è quasi deserto (quando ritorneremo non ci sarà più un posto libero!), la temperatura è ottima e le rocce attorno a noi sono infuocate dal sole appena sorto.

Il sentiero in tutto misura 4 miglia andata e ritorno (poco più di 6 chilometri) e il dislivello è minimo. Diversamente dai sentieri dolomitici che siamo soliti frequentare, questi sono molto più selvaggi: nessuna traccia di vernice a marcare il percorso, solo ometti di pietra e rami d’albero posizionati qua e là per indicare la direzione, nei punti dove questa diviene più incerta il NPS si è arreso e ha piazzato un cartello segnalatore.

Dopo circa un chilometro incontriamo il Landscape Arch: l’arco in pietra più lungo del Pianeta. Visto con questa luce stagliarsi sull’azzurro intenso del primo mattino è un vero capolavoro!

Proseguiamo e il sentiero diventa più incerto, ci sono alcuni tratti ripidi e scivolosi, qua e là dobbiamo usare anche le mani, ma ne vale davvero la pena, perché il panorama attorno a noi è magnifico.

Il punto d’arrivo è il Double O Arch, un doppio arco che disegna due grandi O. Il sentiero continuerebbe ancora, ma per oggi basta così, siamo appagati per gli splendidi panorami che abbiamo potuto ammirare in preziosa solitudine. Durante la via del ritorno incontriamo frotte di turisti che arrivano. Il sole comincia a scottare e non li invidiamo per niente.

Mangiamo da McDonald e nel pomeriggio andiamo a visitare il Canyonlands N.P. Si tratta di un parco che copre un’enorme territorio, tant’è vero che ha tre diversi ingressi posti a decine di miglia di distanza. Per oggi andiamo a visitare la parte settentrionale del parco, quella più vicina a Moab, che a sua volta si suddivide in due distretti: Dead Horse Point (parco statale autonomo che richiede un biglietto di ingresso separato) e Island in the Sky.

Quando arriviamo a Dead Horse Point ci accorgiamo che purtroppo una fastidiosa foschia riduce parecchio la visuale ed è un vero peccato perché in questo settore del parco si potrebbe ammirare un panorama eccezionale, simile a quello del Grand Canyon del Colorado. I ranger ci spiegano che ci sono degli incendi a sud e che il vento ha diffuso il fumo e lo ha spinto verso nord, creando questo fastidiosissimo effetto. La stessa situazione si ripete anche ad Island in the Sky, anche se in misura minore, infatti la distanze qui sono minori e la foschia disturba meno.

Con una breve passeggiata raggiungiamo un’altra celebrità di questo parco, il Mesa Arch: un arco di arenaria, posto sull’orlo di un precipizio, attraverso il quale si ammira un bellissimo panorama sul canyon sottostante, con pinnacoli di roccia che svettano nel cielo. Dopo le foto di rito risaliamo in macchina e torniamo verso Moab, lungo una strada desolata circondata da montagne infuocate e praterie.

Per cena scegliamo un ristorante messicano dove gustiamo tacos, encholadas e burritos, il tutto innaffiato con birra Corona ghiacciata, naturalmente.

20120818-184231.jpg

Mi fa piacere che chi legge lasci un commento. Su dai, non è il caso di essere timidi!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...