Lunedì 20 agosto, dalla Monument Valley al Lake Powell

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Ripartiamo verso ovest e con una tappa abbastanza breve di circa 200 chilometri, ci portiamo sulle rive del Lake Powell, uno dei principali luoghi di soggiorno per gli Americani dell’arido sud ovest. Il lago è nato negli anni sessanta con la costruzione della diga sul Glen Canyon ed il conseguente allagamento di quest’ultimo. Si tratta di un’opera imponente, la più grande diga degli Stati Uniti, la cui costruzione ha richiesto il lavoro di migliaia di persone e diversi decenni per la sua completa realizzazione. Fu infatti negli anni venti che per la prima volta si pensò alla realizzazione di quest’opera, ma solo nel 1963 la diga fu ultimata e si dovette attendere diversi anni prima che il lago si formasse del tutto.

Quest’opera consente di rifornire d’acqua gli Stati del sud ovest americano: Colorado, Utah, New Mexico, Arizona, Nevada, oltre a produrre quantità enormi di energia elettrica. Dal punto di vista turistico, inoltre, il lago costituisce un formidabile polo di attrazione per gli americani, che arrivano qui da ogni dove con i loro immensi motorhome e con le loro barche al traino. Effettivamente, questa incredibile striscia blu che si staglia sul panorama giallo verde e arancione delle pianure e montagne circostanti crea un effetto cromatico pazzesco. Specialmente al tramonto, quando tutti i colori diventano più intensi, ammirare il Lake Powell dall’alto di uno dei molti punti panoramici è veramente uno spettacolo fantastico.

Giunti in vista del lago, ci fermiamo per partecipare ad un’escursione guidata dai Navajo che conduce all’interno dell’Antelope Canyon. Non è possibile accedere per conto proprio a questa attrazione, perchè si trova in territorio indiano tre miglia fuori dalle strade asfaltate ed è raggiungibile solo con una corsa su piste sabbiose estremamente disagevoli. Gli indiani si fanno pagare caro: 40 dollari gli adulti e 20 i ragazzi per partecipare alle escursioni delle 11.00 e delle 12.00. Le ore centrali della giornata sono le uniche durante le quali il sole riesce a penetrare all’interno di questo strettissimo canyon e “accendere” i colori delle sue straordinarie pareti.

È impossibile descrivere a parole gli effetti che ne risultano: le pareti del canyon non sono diritte, ma seguono un andamento sinuoso sia in senso orizzontale che in verticale, inoltre sono striate per le diverse composizioni chimiche della roccia. L’effetto cromatico e i giochi di luce che ne derivano quando i raggi solari scendono attraverso la strettissima fenditura sono a dir poco sconvolgenti. Noi camminiamo sul fondo di questo canyon, circa 35 metri sotto la superficie della mesa soprastante, e attorno a noi si materializzano visioni oniriche: diavoli, lupi, fiammate, il tutto sapientemente evidenziato dalla nostra guida, Franklin, un giovane Navajo molto espansivo e alla mano.

Quando torniamo siamo letteralmente ricoperti di sabbia: sabbia sui vestiti, tra i capelli, sabbia finissima incollata alla pelle, persino in bocca. Andiamo da McDonald a mangiare e soprattutto a bere qualcosa di fresco, dopodiché andiamo a cercare il nostro motel, prenotato telefonicamente pochi giorni fa da Moab. Quando arriviamo non c’è nessuno e così andiamo in giro per la città, in macchina naturalmente per non fondere sotto il sole cocente (100 gradi Fahrenheit): visitiamo la diga, andiamo a gustarci il panorama su lago e sulla diga dall’alto di una collina, ci rechiamo a Wahweap Marina a prendere informazioni per le gite sul lago e per il noleggio di imbarcazioni.

Arriviamo alla lobby del motel dopo il tramonto, per fortuna troviamo il proprietario, Tony (o Tom?), che ci presenta il suo cane Buddy, ci consegna le chiavi del nostro appartamento e ci illustra le attrazioni del posto e i luoghi dove andare a fare la spesa o per cenare fuori. Anche se abbiamo un appartamento con tanto di cucina non abbiamo alcuna voglia di metterci a cucinare e così andiamo a mangiare da Big John’s Texas Barbecue che è proprio dietro il nostro alloggio ed è stato ricavato da un vecchio distributore di benzina. Si mangia sotto la grande tettoia che un tempo riparava le pompe di benzina e tutto viene rigorosamente cotto al barbecue. Un gruppo che suona musica country dal vivo (molto caratteristico!) allieta il nostro destinare.

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8 thoughts on “Lunedì 20 agosto, dalla Monument Valley al Lake Powell

    • Questo francamente non me lo ricordo, ma credo che un’ora sia più che sufficiente, riuscirai a far le bellissime foto. Si, quella,pubblicata l’ho scattata io, assieme a decine di altre 😄. L’unica cosa a cui dover prestare attenzione è che il sole sia allo zenit, in modo che i suoi raggi arrivino fino in fondo al canyon, solo così i colori saranno veramente spettacolari (il costo del biglietto varia proprio in funzione dll’orario)

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