Martedì 21 agosto, Page

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Page è una cittadina nata negli anni sessanta, al tempo della costruzione della grande diga sul Glen Canyon. La storia americana è ricca di avvenimenti del genere: c’è qualcosa da fare in un luogo abbandonato dal Signore e, come prima cosa, si costruisce una città, come fu al tempo dei pionieri e durante le varie corse all’oro.

Quando il governo americano decise la costruzione della diga, qui non c’era nulla. Non solo non esistevano città, ma nemmeno strade per arrivare in questo posto, né ponti per passare dall’altra parte del canyon. Le prime opere ad essere realizzate furono proprio queste, assieme ad una cittadina per alloggiare gli operai e le loro famiglie. Da questo primo insediamento fatto di case mobili prima e prefabbricati poi nacque Page. Ora il paese è pieno di ristoranti e hotel lussuosi, con tanto di campo da golf verdissimo in mezzo al deserto rossastro, ma il nucleo storico dei prefabbricati è ancora ben visibile e noi ci alloggiamo: il nostro motel infatti, Debbie’s Hide a Way, assieme a molti altri, sfrutta proprio questi vecchi prefabbricati. L’impressione iniziale è di essere finiti in una bidonville, ma queste casettine che sembrano fatte con le carte da gioco sono ben curate, hanno tutti i comfort tra cui, immancabile, il barbecue in giardino.

Oggi vogliamo rilassarci un po’, stiamo correndo ormai da 25 giorni, e così ci alziamo con calma, faccio in salto al supermercato Safeway e compro un po’ di derrate per la giornata (colazione e pranzo, per la cena si vedrà), facciamo colazione in ciabatte nel nostro appartamento e poi con calma usciamo. Facciamo un giretto e andiamo a vedere il panorama che si gode qua e là sulla diga, sul canyon e sul lago. L’idea iniziale, quando avevamo studiato il programma di viaggio, era di fare qui un po’ di spiaggia, ma la cosa è impensabile com queste temperature. L’ideale sarebbe noleggiare una barca e gironzolare per il lago, addentrandosi nei canyon laterali e rinfrescandosi con dei tuffi di tanto in tanto, ma i costi del noleggio sono proibitivi: 400 dollari più tasse per un giorno, 200 dollari per due ore, poi c’è la benzina, una fortuna da lasciare come cauzione… Optiamo per una crociera organizzata. Non sarà il massimo dell’avventura, ma abbiamo detto che doveva essere una giornata di relax giusto? E poi così non dovremo temere che la benzina finisca mentre siamo in un luogo remoto o che il maltempo ci sorprenda eccetera eccetera. Mi consolo così…

Pranziamo a casa com sandwich e insalata e poi, dato che nel nostro appartamento non c’è la copertura wifi, vado a leggere la posta elettronica e ad aggiornare il diario di viaggio nella lobby del motel. Lobby… posso definirla così? Si tratta del cortile di fronte all’ufficio di Tony (o Tom?). Per fortuna il cielo si è leggermente coperto di nubi, così almeno non devo stare sotto la canicola del dopopranzo, ma il caldo e il riflesso sullo schermo dell’iPad sono veramente fastidiosi.

La crociera parte alle 16.00 dal resort di Wahweap Marina. Il tempo è visibilmente peggiorato, il cielo è coperto e in lontananza di tanto in tanto dei lampi squarciano le nubi violacee. Confidando nell’esperienza del nostro Capitano, un signore canuto con i baffoni ed un’aria a metà strada tra il cowboy ed il lupo di mare, ci accomodiamo sul ponte superiore, Silvia ha portato per ogni evenienza pile e k-way. Si parte.

La gita è molto bella. Il Capitano conduce sapientemente il battello attraverso canyon così stretti che sembra impossibile poter girare il vascello per tornare indietro. Ognuno ha delle cuffiette per ascoltare, nella propria lingua, una voce narrante storia, geologia, e curiosità su queste terre. Mi piace in particolare il racconto della “Grande Marcia”, in cui viene detto chiaramente e senza peli sulla lingua quanto crudele e disumano sia stato il trattamento che il governo americano riservò al popolo dei Navajo. Kit Carson, dipinto come una specie di eroe nazionale, non fu altro che un macellaio che deportò l’intera popolazione Navajo, facendola camminare per 500 chilometri (da cui il nome di “Grande Marcia”) e quindi relegandola in prigionia. Fu solo dopo diversi anni che questo grande popolo riuscì ad affrancarsi e a tornare, ancora una volta a piedi, nelle proprie terre.

Grazie al Cielo il tempo tiene e torniamo sani e salvi alla Marina. Per cena avrei voluto accendere un bel barbecue in giardino, ma il tempo resta minaccioso e così andiamo alla Fiesta Mexicana, ristorante che fa parte di una catena gestita da messicani e con camerieri messicani, dove preparano porzioni mostruose di tacos e burritos, ma anche grill e insalate. L’errore più grande che si può fare in questi posti è di iniziare con l’antipasto: meglio ordinare una portata principale e basta, non rimane altro spazio, nemmeno per i più golosi.

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3 thoughts on “Martedì 21 agosto, Page

  1. Ah qui ci stiamo due notti ed abbiamo prenotato al LAKE POWELL RESORT . Anche noi abbiamo intenzione di fare un’escursione organizzata sul lago. Ho letto di pile e k-way, in pieno agosto??? Mi spaventi. Sai che sarà un bel dilemma? Cosa mai dovrò portare in maggio. Si parla di caldo infernale e poi si parla di nubi e pile. Accetto consigli a gogo.

    • Pile e kway perché nel pomeriggio sono arrivati dei nuvoloni molto minacciosi e Silvia, che è molto previdente ha preferito organizzarsi 😄.
      Non ti preoccupare, la zona di Page è calda, in agosto addirittura torrida.

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