Lunedì 27 agosto, ULTIMO GIORNO: Los Angeles, Hollywood Universal Studios

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Mentre scrivo queste righe finali il rombo dell’aereo copre il tic tac della tastiera, è martedì 28 agosto, abbiamo iniziato il rientro in Italia e siamo in volo per Philadelphia. Cerco di raccogliere i miei pensieri e raccontare il nostro ultimo giorno di vacanza in terra americana.

Fin dall’inizio avevamo pensato di dedicare l’ultimo giorno negli States allo svago e al divertimento e così è stato, perché gli Universal Studios di Hollywood sono secondi solo a Disneyland! Come il celeberrimo parco delle meraviglie del papà di Topolino, anche gli Studios sono ricchi di attrazioni, spettacoli e divertimenti adrenalinici, tutto strettamente legato al mondo del cinema.

Il parco apre alle 9.30 e noi siamo davanti ai cancelli, con Dario in trepidante attesa. Il biglietto di ingresso è piuttosto caro, ottanta dollaroni a testa, ma per poter saltare le code se ne sborsano ben 149 e per accedere come VIP (trattamento personalizzato e visita in privato degli Studios) ben 269, così paghiamo i nostri 80 dollari con il sorriso sulle labbra!

L’attrazione più gettonata è senz’altro il tour degli Studios, un giro attraverso i set dei più celebri film hollywoodiani a bordo di un trenino, mentre una guida offre interessanti spiegazioni. Si assiste alla dimostrazione di effetti speciali veramente notevoli: automobili incendiate e lanciate in aria da potenti esplosioni, terremoti, piogge torrenziali e alluvioni… Per una dimostrazione molto efficace delle tecnologie 3D, il trenino viene catapultato nel bel mezzo di una foresta pluviale, attaccato da una coppia di T-Rex e infine salvato nientemeno che da King Kong!

Assistiamo ad alcuni spettacoli, tra cui Terminator e Shrek, entrambi in 3D, e saliamo sul rollercoaster che sfreccia all’interno di una piramide egizia, dove “La Mummia” ci insegue lanciandoci maledizioni. Il mio stomaco viene seriamente messo alla prova, ma non posso rinunciare alla grande novità di quest’anno: Transformers 4D. All’inizio ero diffidente ma Dario ha insistito e mi sono divertito.

Gli effetti speciali che qui si possono sperimentare sono veramente eccezionali e non sto esagerando quando dico che si viene letteralmente trascinati all’interno della scena. Si sale a bordo di un veicolo e si indossano gli occhiali 3D, dopodiché il veicolo inizia a muoverei lungo un percorso prestabilito. Se qualcuno ci potesse osservare dall’esterno vedrebbe il veicolo entrare successivamente in locali diversi, ciascuno dotato di uno schermo a 360 gradi, poi vedrebbe il veicolo agitarsi ripetutamente avanti, indietro, roteare su se stesso e poi… e poi sentirebbe tanti urli! Si, perché l’emozione è talmente forte che l’urlo viene fuori anche al più freddo e compassato. Quello che vede lo spettatore a bordo della macchinetta è un’altra cosa: Autobots e Decepticons se le danno di santa ragione, mentre tu, a bordo di un’automobile, sei trascinato in mezzo alla lotta, corri a perdifiato per le strade della città tra spruzzi d’acqua, vampate di calore e nuvole di fumo, vieni agganciato da un cavo d’acciaio che ti trascina verso l’alto e ti manda a sbattere contro le pareti dei grattacieli, per poi lanciarti nel vuoto e farti precipitare verso il suolo, ma fortunatamente Bubllebee (si chiama così?) ti afferra poco prima dello schianto. Alla fine, non paghi, aiutiamo Optimus Prime a sconfiggere Megatron, la Terra è salva.

Molto bella è ben fatta è anche la simulazione dedicata ai Simpson. Anche qui 3D a manetta e stomaco sottosopra. Io non ne posso più, Silvia si è arresa da un pezzo, Dario invece fa ancora avanti e si fa qualche giro da solo. Verso le quattro del pomeriggio fuggiamo, io ho una nausea persistente e un mal di testa che mi accompagnerà fino a sera, non sono più fatto per queste cose, largo ai giovani!

Tra Hollywood e Beverly Hills ci fermiamo per dare un’occhiata ad un intervento di Renzo Piano al LACMA, Los Angeles County Museum of Art, nulla di eccezionale, ma così intanto ci disintossichiamo. Beviamo qualcosa in un locale, seduti all’aperto, godendoci il finir della giornata: sono le sei, il sole si abbassa, i colori si intensificano, la vita è bella.

Quando rientriamo è quasi buio, i grattacieli di Downtown si sono accesi e riflettono gli ultimi raggi solari colorandosi delle tinte più diverse. Giunti in albergo prendiamo una pizza fatta in un take-away messicano molto poco invitante in quanto ad igiene, ma la pizza è ottima, poi andiamo in camera e ci organizziamo per la partenza di domani: prepariamo le valige, studiamo la rotta per l’aeroporto, cerchiamo di localizzare la sede di Alamo per riconsegnare l’auto. La vacanza è finita.

5 thoughts on “Lunedì 27 agosto, ULTIMO GIORNO: Los Angeles, Hollywood Universal Studios

      • Sicuramente i viaggi fatti con le persone che più amiamo sono i più belli. Anche per me è così. Peccato che spesso gli impegni di lavoro non lo permettono.
        Un caro saluto
        Maria

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